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L'EX MILAN - Shevchenko: "Nel 2008 mi voleva la Roma, Spalletti fu un signore, poi mi chiamò Berlusconi"
10.02.2026 19:08 di Redazione
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Andriy Shevchenko è stato protagonista di una lunga intervista ai microfoni di Amazon Prime Video, con Luca Toni che gli ha posto diverse domande e lui ha raccontato retroscena legati per esempio al suo arrivo al Milan: "È un passaggio importante della mia vita. Io sono stato seguito dal Milan per tanto tempo grazie ad uno scout georgiano che Braida e Galliani avevano ingaggiato per osservarmi. Ti racconto questa: quando giocavo nelle giovanili della Dinamo Kiev venimmo a Milano per un torneo e andammo a San Siro. Quando ho visto per la prima volta lo stadio ho avuto la sensazione che ci sarei tornato. Da quel momento in cui ho cominciato a guardare il Milan da quel momento".

Quando capì che quella era la scelta giusta?

"Braida venne da me con una maglia del Milan con stampato il mio nome e la numero 10. Mi disse che se volevo vincere il pallone d'Oro dovevo giocare per il Milan. Per me solo il pensiero di vincere il pallone d'Oro era utopia, però due calciatori ucraini prima di me lo vinsero".

Perché scelse la 7?

"Il 10 era occupato da Boban. Non potevo andare da lui e chiedergli la maglia (ride, ndr). Quando sono arrivato e dovevo scegliere il numero di maglia, Ibrahim Ba, che giocava al Milan, venne da me e mi disse di prendere il suo numero dicendomi che mi avrebbe portato fortuna. Io accettai, anche perché mi piaceva quel numero. Qualche giorno dopo mi ha chiamato un amico di Israele dicendomi che il numero 7 in israeliano significa 'Sheva', e il mio nickname è sempre stato 'Sheva'".

Che cosa ha provato quando ha incontrato Maldini?

"È stato incredibile. Io ho conosciuto Paolo durante una settimana di preparazione in Sardegna. L'incontro è stato incredibile, ero molto emozionato. Però ho visto una persona molto disponibile, di grande classe, di livello. Quando l'ho conosciuto non mi sono mai sentito in difficoltà, ho sempre sentito un calore importante, un'amicizia, un rapporto, e mi è piaciuto tanto. Poi c'erano Costacurta ed Albertini in vacanza in Sardegna, e mi hanno invitato a cena, poi una mezza giornata con loro in barca, anche se non parlavo mezza parola di italiano. Però sono stati molto carini nell'ospitarmi. Da subito hanno creato un rapporto con me".

L'ha cercata qualcun altro dopo il Chelsea?

"Il club che mi voleva era la Roma. Mi aveva chiamato quando c'era Spalletti in panchina. E' stato un signore. Mi ha chiamato, abbiamo parlato di tutto. Ci ho pensato tanto soprattutto per il rapporto che si era creato con lui. Avevamo parlato di tutto ma dopo qualche giorno mi ha chiamato Berlusconi per farmi tornare al Milan".

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L'EX MILAN - Shevchenko: "Nel 2008 mi voleva la Roma, Spalletti fu un signore, poi mi chiamò Berlusconi"

di Redazione

10/02/2026 - 19:08

Andriy Shevchenko è stato protagonista di una lunga intervista ai microfoni di Amazon Prime Video, con Luca Toni che gli ha posto diverse domande e lui ha raccontato retroscena legati per esempio al suo arrivo al Milan: "È un passaggio importante della mia vita. Io sono stato seguito dal Milan per tanto tempo grazie ad uno scout georgiano che Braida e Galliani avevano ingaggiato per osservarmi. Ti racconto questa: quando giocavo nelle giovanili della Dinamo Kiev venimmo a Milano per un torneo e andammo a San Siro. Quando ho visto per la prima volta lo stadio ho avuto la sensazione che ci sarei tornato. Da quel momento in cui ho cominciato a guardare il Milan da quel momento".

Quando capì che quella era la scelta giusta?

"Braida venne da me con una maglia del Milan con stampato il mio nome e la numero 10. Mi disse che se volevo vincere il pallone d'Oro dovevo giocare per il Milan. Per me solo il pensiero di vincere il pallone d'Oro era utopia, però due calciatori ucraini prima di me lo vinsero".

Perché scelse la 7?

"Il 10 era occupato da Boban. Non potevo andare da lui e chiedergli la maglia (ride, ndr). Quando sono arrivato e dovevo scegliere il numero di maglia, Ibrahim Ba, che giocava al Milan, venne da me e mi disse di prendere il suo numero dicendomi che mi avrebbe portato fortuna. Io accettai, anche perché mi piaceva quel numero. Qualche giorno dopo mi ha chiamato un amico di Israele dicendomi che il numero 7 in israeliano significa 'Sheva', e il mio nickname è sempre stato 'Sheva'".

Che cosa ha provato quando ha incontrato Maldini?

"È stato incredibile. Io ho conosciuto Paolo durante una settimana di preparazione in Sardegna. L'incontro è stato incredibile, ero molto emozionato. Però ho visto una persona molto disponibile, di grande classe, di livello. Quando l'ho conosciuto non mi sono mai sentito in difficoltà, ho sempre sentito un calore importante, un'amicizia, un rapporto, e mi è piaciuto tanto. Poi c'erano Costacurta ed Albertini in vacanza in Sardegna, e mi hanno invitato a cena, poi una mezza giornata con loro in barca, anche se non parlavo mezza parola di italiano. Però sono stati molto carini nell'ospitarmi. Da subito hanno creato un rapporto con me".

L'ha cercata qualcun altro dopo il Chelsea?

"Il club che mi voleva era la Roma. Mi aveva chiamato quando c'era Spalletti in panchina. E' stato un signore. Mi ha chiamato, abbiamo parlato di tutto. Ci ho pensato tanto soprattutto per il rapporto che si era creato con lui. Avevamo parlato di tutto ma dopo qualche giorno mi ha chiamato Berlusconi per farmi tornare al Milan".