Calcio
CDS - Roma, serve una grande cessione entro il 30 giugno: Konè in pole, ecco tutti i nomi
27.03.2026 04:00 di Redazione
aA

La Roma è costretta a cedere un pezzo pregiato entro il 30 giugno per rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario, rendendo inevitabile una plusvalenza pesante nonostante la qualificazione in Champions League. Il ds Massara si trova di fronte a una necessità che non lascia margini, con il centrocampista Manu Koné in cima alla lista dei partenti: l'Inter è pronta a offrire 40 milioni di euro, cifra che sbloccherebbe il mercato giallorosso verso l'obiettivo Ederson dell'Atalanta. Nessuno è considerato intoccabile a Trigoria, dai difensori come N'Dicka (valutato 30-35 milioni) fino ai giovani talenti come Soulé, passando per l'ipotesi più dolorosa legata al portiere Svilar. La strategia è chiara: vendere bene senza svendere per estinguere il peso del settlement agreement e garantire al club la libertà di manovra sognata dai Friedkin, trasformando i simboli in pedine fondamentali per la sopravvivenza economica del progetto sportivo. Lo scrive il Corriere dello Sport.

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
CDS - Roma, serve una grande cessione entro il 30 giugno: Konè in pole, ecco tutti i nomi

di Redazione

27/03/2026 - 04:00

La Roma è costretta a cedere un pezzo pregiato entro il 30 giugno per rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario, rendendo inevitabile una plusvalenza pesante nonostante la qualificazione in Champions League. Il ds Massara si trova di fronte a una necessità che non lascia margini, con il centrocampista Manu Koné in cima alla lista dei partenti: l'Inter è pronta a offrire 40 milioni di euro, cifra che sbloccherebbe il mercato giallorosso verso l'obiettivo Ederson dell'Atalanta. Nessuno è considerato intoccabile a Trigoria, dai difensori come N'Dicka (valutato 30-35 milioni) fino ai giovani talenti come Soulé, passando per l'ipotesi più dolorosa legata al portiere Svilar. La strategia è chiara: vendere bene senza svendere per estinguere il peso del settlement agreement e garantire al club la libertà di manovra sognata dai Friedkin, trasformando i simboli in pedine fondamentali per la sopravvivenza economica del progetto sportivo. Lo scrive il Corriere dello Sport.