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A ROMA - Vandalizzate con la vernice due pietre d'inciampo
21.09.2026 22:34 di Redazione
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Vandalizzate con vernice nera e verde le due pietre d'inciampo a Roma, in zona Trastevere, dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, ebrei romani deportati e successivamente deportati ad Auschwitz. "Ancora un oltraggio alla memoria della Shoah romana. Ancora uno sfregio alle pietre d'inciampo", la denuncia di Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma.

Secondo il referente si tratta di "una barbarie di allora che si ripete adesso attraverso un atto vile e inaccettabile". Colpire la memoria di due vittime della Shoah, proprio nella notte di Yom Kippur, "significa oltraggiare la comunità ebraica, ma anche la città di Roma e la sua storia. Chi cerca di cancellare quei nomi vuole rendere invisibili le vittime e riabilitare l'odio che le portò alla morte".

Non un caso, secondo Fadlun, che la vernice utilizzata sia dei colori della bandiera palestinese: "Conferma la deformazione della verità e della storia, allora come oggi. Non passerà. Quelle pietre saranno ripulite e continueranno a parlare alle coscienze di tutti. Ci auguriamo che i responsabili siano rapidamente identificati e puniti", ha concluso Fadlun.

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A ROMA - Vandalizzate con la vernice due pietre d'inciampo

di Redazione

21/09/2026 - 22:34

Vandalizzate con vernice nera e verde le due pietre d'inciampo a Roma, in zona Trastevere, dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, ebrei romani deportati e successivamente deportati ad Auschwitz. "Ancora un oltraggio alla memoria della Shoah romana. Ancora uno sfregio alle pietre d'inciampo", la denuncia di Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma.

Secondo il referente si tratta di "una barbarie di allora che si ripete adesso attraverso un atto vile e inaccettabile". Colpire la memoria di due vittime della Shoah, proprio nella notte di Yom Kippur, "significa oltraggiare la comunità ebraica, ma anche la città di Roma e la sua storia. Chi cerca di cancellare quei nomi vuole rendere invisibili le vittime e riabilitare l'odio che le portò alla morte".

Non un caso, secondo Fadlun, che la vernice utilizzata sia dei colori della bandiera palestinese: "Conferma la deformazione della verità e della storia, allora come oggi. Non passerà. Quelle pietre saranno ripulite e continueranno a parlare alle coscienze di tutti. Ci auguriamo che i responsabili siano rapidamente identificati e puniti", ha concluso Fadlun.