Calcio
OPEN VAR - Genoa-Roma, Tonolini sul fallo di mano di Malinovskyi “La deviazione non lo rende un tocco non punibile”
10.03.2026 15:52 di Redazione
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Non solo il derby tra Milan e Inter, nell’ultima edizione di Open VAR si è parlato anche di altre partite di Serie A, in particolare Genoa-Roma e Lecce-Cremonese.

In entrambe, infatti, si sono verificati episodi dubbi, commentati da Mauro Tonolini, componente della commissione arbitrale, nella trasmissione di DAZN.

Per quanto riguarda Genoa-Roma, in particolare l’attenzione sul tocco di mano di Ruslan Malinovskyi sulla linea dell’area di rigore del Genoa nel secondo tempo, su cui Mazzoleni e Manganiello non hanno avuto dubbi in sala Var: “Testissima, prima prende il petto. Petto, braccio. Check completato, Andre (Colombo, ndr)”. Un unico dubbio è emerso dopo aver comunicato all’arbitro la decisione: “Poi era pure fuori area Malinovksyi. Su questo ho qualche dubbio, però prende il petto e poi il braccio“.

In realtà, spiega Tonolini, la decisione non è stata corretta: “Tocco non punibile? A nostro avviso non è così. La situazione nasce dal campo, dove Colombo non riesce a recuperare una posizione frontale rispetto a quello che accade e valuta come non punibile il tocco. In realtà, il fatto che sia una deviazione, come viene rilevato da Mazzoleni, non è rilevante. Anche se si tratta addirittura di una doppia deviazione: ginocchio, petto e poi braccio. Abbiamo un braccio sinistro che è platealmente punibile e in realtà lo è anche il destro. Quindi la deviazione non va a sanare la punibilità di questo intervento. Anche il braccio destro rimane fuori sagoma, quindi questo non è un tocco non punibile. Secondo le linee guida attuali la deviazione non sana la punibilità del tocco di mano”.

Per quanto riguarda il match salvezza tra Lecce e Cremonese, Tonolini ha parlato in particolare della spinta non sanzionata di Jean su Sanabria, che ha scatenato l’ira dei grigiorossi a fine partita. Questo è stato il commento della sala Var durante la partita: “Buono, buono, niente, niente. Ammonito il numero 5 (Siebert, ndr), quello non è nulla. Vai avanti, fammi vedere questo. Niente, non è niente. Non fa nulla questo, no niente. Simo (Sozza, ndr), check completato, puoi far riprendere il gioco: non c’ assolutamente niente. Zero proprio, questo qui il piede lo mette giù e non lo sgambetta”.

Qua, secondo Tonolini, non si tratta di un evidente errore, ma di un intervento non corretto da parte della sala Var: “Questa è una situazione in cui abbiamo due contatti di Jean su Sanabria. Quello col braccio non è assolutamente falloso, quello basso ci rendiamo conto che possa essere maggiormente discutibile, ma rimane una situazione da valutare in campo e non in sala Var. Aggiungo che l’episodio nasce da una punizione fischiata ai danni di Cheddira non motivata da alcun fallo. In termini generali, in tutta onestà, ragioniamo su una prestazione, quella di Simone Sozza, che dopo un’eccellente direzione in Roma-Juventus non ha avuto una giornata particolarmente felice. Ripeto, è un episodio a nostro avviso più da valutare in campo che in sala Var. Se c’è rigore? C’è un contatto basso che sicuramente è più di quello alto col braccio. Ma deve essere una valutazione di campo”.

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OPEN VAR - Genoa-Roma, Tonolini sul fallo di mano di Malinovskyi “La deviazione non lo rende un tocco non punibile”

di Redazione

10/03/2026 - 15:52

Non solo il derby tra Milan e Inter, nell’ultima edizione di Open VAR si è parlato anche di altre partite di Serie A, in particolare Genoa-Roma e Lecce-Cremonese.

In entrambe, infatti, si sono verificati episodi dubbi, commentati da Mauro Tonolini, componente della commissione arbitrale, nella trasmissione di DAZN.

Per quanto riguarda Genoa-Roma, in particolare l’attenzione sul tocco di mano di Ruslan Malinovskyi sulla linea dell’area di rigore del Genoa nel secondo tempo, su cui Mazzoleni e Manganiello non hanno avuto dubbi in sala Var: “Testissima, prima prende il petto. Petto, braccio. Check completato, Andre (Colombo, ndr)”. Un unico dubbio è emerso dopo aver comunicato all’arbitro la decisione: “Poi era pure fuori area Malinovksyi. Su questo ho qualche dubbio, però prende il petto e poi il braccio“.

In realtà, spiega Tonolini, la decisione non è stata corretta: “Tocco non punibile? A nostro avviso non è così. La situazione nasce dal campo, dove Colombo non riesce a recuperare una posizione frontale rispetto a quello che accade e valuta come non punibile il tocco. In realtà, il fatto che sia una deviazione, come viene rilevato da Mazzoleni, non è rilevante. Anche se si tratta addirittura di una doppia deviazione: ginocchio, petto e poi braccio. Abbiamo un braccio sinistro che è platealmente punibile e in realtà lo è anche il destro. Quindi la deviazione non va a sanare la punibilità di questo intervento. Anche il braccio destro rimane fuori sagoma, quindi questo non è un tocco non punibile. Secondo le linee guida attuali la deviazione non sana la punibilità del tocco di mano”.

Per quanto riguarda il match salvezza tra Lecce e Cremonese, Tonolini ha parlato in particolare della spinta non sanzionata di Jean su Sanabria, che ha scatenato l’ira dei grigiorossi a fine partita. Questo è stato il commento della sala Var durante la partita: “Buono, buono, niente, niente. Ammonito il numero 5 (Siebert, ndr), quello non è nulla. Vai avanti, fammi vedere questo. Niente, non è niente. Non fa nulla questo, no niente. Simo (Sozza, ndr), check completato, puoi far riprendere il gioco: non c’ assolutamente niente. Zero proprio, questo qui il piede lo mette giù e non lo sgambetta”.

Qua, secondo Tonolini, non si tratta di un evidente errore, ma di un intervento non corretto da parte della sala Var: “Questa è una situazione in cui abbiamo due contatti di Jean su Sanabria. Quello col braccio non è assolutamente falloso, quello basso ci rendiamo conto che possa essere maggiormente discutibile, ma rimane una situazione da valutare in campo e non in sala Var. Aggiungo che l’episodio nasce da una punizione fischiata ai danni di Cheddira non motivata da alcun fallo. In termini generali, in tutta onestà, ragioniamo su una prestazione, quella di Simone Sozza, che dopo un’eccellente direzione in Roma-Juventus non ha avuto una giornata particolarmente felice. Ripeto, è un episodio a nostro avviso più da valutare in campo che in sala Var. Se c’è rigore? C’è un contatto basso che sicuramente è più di quello alto col braccio. Ma deve essere una valutazione di campo”.