A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Qual è il flop di questa giornata di campionato per lei?
“Non vi do un giocatore. A livello individuale potrei citare Jonathan David, ma preferisco fare un flop diverso, molto più grave. Parlo di chi disturba e sporca momenti che non hanno nulla a che vedere col calcio, come i minuti di silenzio. È successo a Bologna durante Bologna-Fiorentina e a Torino in Torino-Roma, nel ricordo di Joe Barone. Lì si va oltre lo sport, si va oltre l’umanità. Su queste cose non si può far finta di niente, purtroppo accade ogni anno ed è vergognoso".
Qual è stato il top di questa giornata?
“Il top per me è Malen. È arrivato, ha cambiato squadra, città e contesto e ha giocato come se fosse alla Roma da tre anni, dialogando alla perfezione con Dybala. Inserimento immediato, naturalezza incredibile. È un acquisto voluto fortemente da Gasperini ai tempi dell’Atalanta e oggi se ne vedono i frutti, quando un allenatore sceglie davvero un giocatore, poi in campo si vede".
Venendo a Napoli-Sassuolo, i suoi top e flop della partita?
“Parto dai top. Il primo è Stanislav Lobotka, non tanto per il gol, che è bellissimo e tutt’altro che banale, ma perché è tornato a incidere anche sotto questo aspetto dopo tanto tempo. Non è un giocatore da bonus, ma è fondamentale per far giocare bene gli altri. Poi metto Juan Jesus, oggi è uno dei migliori difensori della Serie A per rendimento. Considerando da dove partiva, è una crescita enorme. Infine dico Antonio Vergara, entra in una situazione delicata, con grande personalità, soprattutto nel primo tempo. Si vede che è pronto mentalmente e può diventare utile se continua così. Il flop è il tema degli infortuni muscolari. Non parlo solo della partita, ma di tutta la stagione. Non è colpa del medico, dei campi o della sfortuna: quando gli infortuni muscolari sono così tanti e ripetuti, vuol dire che c’è un problema strutturale. L’anno scorso il Napoli ha giocato più partite, è vero, ma oggi siamo già a numeri altissimi e la stagione è ancora lunga. Così non può essere solo casualità".
In questa situazione anche Antonio Conte ha delle responsabilità?
“Conte flop per i troppi infortuni in casa Napoli. Comanda lui e deve assumersi le responsabilità. Non dico che sia l’unico colpevole, sarebbe superficiale, ma è responsabile come lo sono tutti gli allenatori quando c’è un’emergenza del genere. La prevenzione, la gestione dei carichi, la preparazione, tutto passa da lì. È un lavoro di squadra, ma la guida è la sua".
Con il rientro di Alex Meret, quale futuro vede per lui?
“Io sono ‘Merettiano’. Meret ha fatto errori, come tutti, ma ha portato molti più punti di quelli che ha tolto. Anche negli anni degli scudetti ha sbagliato qualche volta, ma i numeri sono dalla sua parte. Oggi, con il gioco coi piedi sempre più importante, secondo me Meret ha tutto per restare il portiere titolare del Napoli fino alla fine della stagione".
di Redazione
19/01/2026 - 13:37
A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Qual è il flop di questa giornata di campionato per lei?
“Non vi do un giocatore. A livello individuale potrei citare Jonathan David, ma preferisco fare un flop diverso, molto più grave. Parlo di chi disturba e sporca momenti che non hanno nulla a che vedere col calcio, come i minuti di silenzio. È successo a Bologna durante Bologna-Fiorentina e a Torino in Torino-Roma, nel ricordo di Joe Barone. Lì si va oltre lo sport, si va oltre l’umanità. Su queste cose non si può far finta di niente, purtroppo accade ogni anno ed è vergognoso".
Qual è stato il top di questa giornata?
“Il top per me è Malen. È arrivato, ha cambiato squadra, città e contesto e ha giocato come se fosse alla Roma da tre anni, dialogando alla perfezione con Dybala. Inserimento immediato, naturalezza incredibile. È un acquisto voluto fortemente da Gasperini ai tempi dell’Atalanta e oggi se ne vedono i frutti, quando un allenatore sceglie davvero un giocatore, poi in campo si vede".
Venendo a Napoli-Sassuolo, i suoi top e flop della partita?
“Parto dai top. Il primo è Stanislav Lobotka, non tanto per il gol, che è bellissimo e tutt’altro che banale, ma perché è tornato a incidere anche sotto questo aspetto dopo tanto tempo. Non è un giocatore da bonus, ma è fondamentale per far giocare bene gli altri. Poi metto Juan Jesus, oggi è uno dei migliori difensori della Serie A per rendimento. Considerando da dove partiva, è una crescita enorme. Infine dico Antonio Vergara, entra in una situazione delicata, con grande personalità, soprattutto nel primo tempo. Si vede che è pronto mentalmente e può diventare utile se continua così. Il flop è il tema degli infortuni muscolari. Non parlo solo della partita, ma di tutta la stagione. Non è colpa del medico, dei campi o della sfortuna: quando gli infortuni muscolari sono così tanti e ripetuti, vuol dire che c’è un problema strutturale. L’anno scorso il Napoli ha giocato più partite, è vero, ma oggi siamo già a numeri altissimi e la stagione è ancora lunga. Così non può essere solo casualità".
In questa situazione anche Antonio Conte ha delle responsabilità?
“Conte flop per i troppi infortuni in casa Napoli. Comanda lui e deve assumersi le responsabilità. Non dico che sia l’unico colpevole, sarebbe superficiale, ma è responsabile come lo sono tutti gli allenatori quando c’è un’emergenza del genere. La prevenzione, la gestione dei carichi, la preparazione, tutto passa da lì. È un lavoro di squadra, ma la guida è la sua".
Con il rientro di Alex Meret, quale futuro vede per lui?
“Io sono ‘Merettiano’. Meret ha fatto errori, come tutti, ma ha portato molti più punti di quelli che ha tolto. Anche negli anni degli scudetti ha sbagliato qualche volta, ma i numeri sono dalla sua parte. Oggi, con il gioco coi piedi sempre più importante, secondo me Meret ha tutto per restare il portiere titolare del Napoli fino alla fine della stagione".